Vaccini, i medici che li sconsigliano rischiano sanzioni e la radiazione

I medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, e vanno incontro a procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione. Lo ha affermato la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) presentando il Documento sui vaccini, approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale lo scorso 8 luglio, e presentato oggi a Roma. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte – ha spiegato il segretario Luigi Conte -, sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione».
La Federazione propone di intensificare la campagna per l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione, intensificare le campagne per valorizzare il ruolo del medico nella promozione delle vaccinazioni, riconfermare l’obbligo dei medici di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanità pubblica, migliorare la comunicazione in campo vaccinale nei confronti dei cittadini-utenti per favorire la partecipazione attiva e consapevole della popolazione ai programmi vaccinali, garantire l’omogeneità delle campagne vaccinali a livello nazionale.
L’ipotesi di sanzioni per i medici anti-vaccini era già emersa a ottobre, quando sembrava in dirittura d’arrivo il nuovo Piano vaccinale (non ancora in vigore). Parallelamente, si era discusso in ambito politico della possibilità di non ammettere al nido i bambini che non avessero completato il programma vaccinale. Ad oggi, in Italia, solo la Regione Emilia Romagna ha introdotto l’obbligo dei vaccini per l’ammissione al nido. Da tempo gli esperti lanciano allarmi sul calo delle coperture vaccinali in Italia, e sul conseguente ritorno di malattie che si credevano debellate, come il morbillo e la pertosse, che possono causare danni gravissimi e in alcuni casi portare alla morte, oltre all’eventualità che si scatenino epidemie. A febbraio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato il nostro Paese perché le coperture medie nazionali hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni.
Fnomceo ricorda infatti che «statistiche raccolte negli Usa dimostrano che le vaccinazioni hanno ridotto di più del 99% molte gravi malattie: del 100% polio paralitica, difterite e vaiolo, del 99% rosolia, rosolia congenita, morbillo, del 95% parotite, del 92% tetano e pertosse. Solo riferendosi a 7 dei 12 vaccini raccomandati sono state prevenute 33mila morti e 14 milioni di casi di malattia per ogni coorte di nuovi nati (ovvero i bambini nati in un determinato anno, ndr), con un enorme risparmio anche in termini economici. Ricordiamo altresì – si legge ancora – gli episodi epidemici di difterite in Russia, nelle repubbliche ex sovietiche, in Belgio e in Germania, di polio in Siria e in Olanda in comunità religiose che rifiutano le vaccinazioni, i casi di morbillo in California, i tanti Paesi in cui sono endemiche patologie scomparse laddove si è vaccinato in quantità sufficiente; a causa di questi episodi non si è potuto raggiungere l’obiettivo della scomparsa globale di malattie gravissime che anzi sono ricomparse col loro carico di mortalità».
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