«TTip, negoziati falliti»: salta il trattato di libero scambio Usa-Ue

I negoziati per il TTIP (Transatlantic trade and investment partnership, ndr), il super accordo commerciale di libero scambio tra Stati Uniti e Unione Europea, sembrano ormai essere definitivamente naufragati. Infatti  i critici dell’accordo considerano il Ttip come il male assoluto, un’intesa che avvantaggerebbe soltanto le multinazionali a scapito dei consumatori, delle piccole-medie imprese e della sicurezza alimentare «che rischia un’invasione di prodotti Ogm e di carni con antibiotici».

Il Ttip è “di fatto fallito perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane”. La dichiarazione clamorosa è del ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel che sul canale tv Zdf ha cantato il de profundis per un negoziato di liberalizzazione commerciale, quello tra Europa e Stati Uniti, che di fatto morto ancora non è. E’ da mesi che il primo ministro francese per primo, seguito da molti altri leader politici europei, si affrettano a distogliere lo sguardo dei loro cittadini da un negoziato che, nel frattempo, a Bruxelles procede, anche se senza clamore o particolari risultati.

La discussione sul Ttip, iniziata nel 2013, ha suscitato una lunga serie di critiche da parte soprattutto dei movimenti ambientalisti. In particolare Greenpeace, che negli scorsi mesi è entrata in possesso di documenti riservati, redatti dalla Commissione europea. Secondo Greenpeace e altri gruppi, l’accordo commerciale transatlantico infatti potrebbe causare rischi per la salute dei consumatori e per l’ambiente, in tutti i vari settori dell’accordo, dai medicinali agli alimentari. Secondo il fronte del “no” l’accordo tra le parti porterebbe ad un abbassamento dello standard qualitativo dei prodotti; per i favorevoli, invece i partner potrebbero godere di condizioni migliori per quanto riguarda export, crescita del Pil e livelli di occupazione.

Sul fronte europeo, i timori maggiori provengono dal settore alimentare. In particolare, sulla questione Ogm e sugli antibiotici utilizzati negli allevamenti americani. Il rischio evidenziato dagli oppositori del Ttip, è quello dell’introduzione sul mercato europeo di prodotti geneticamente modificati dagli Usa o, comunque, sottoposti a controlli differenti rispetto agli standard Ue. Per contro, i favorevoli evidenzano come l’accordo garantirebbe maggiori sbocchi commerciali agli alimenti del Vecchio Continente, specialmente per il comparto caseario.

Altro capitolo è quello legato ai farmaci. Ambientalisti e anti Ttip temono lo strapotere dei colossi del farmaco, per ciò che concerne la produzione dei generici e i prezzi. Il fronte opposto, sottolinea invece l’importanza di maggiori criteri di sicurezza per quanto riguarda, ad esempio, protesi e peacemaker. Discorso simile per i cosmetici, per i quali vigono norme e divieti differenti tra Usa e Ue, e per il settore chimico, considerando che in Europa esistono processi di etichettatura assenti negli States.

America and the European Union trade symbol represented by two red shopping bags with the American and the Europe flag with stars and stripes symbol showing the concept of trading.