Traffico di migranti: espianto di organi per chi non paga. 38 fermi

Parla il trafficante eritreo pentito arrestato nel 2015: chi non aveva soldi a sufficienza per il viaggio veniva assassinato per prelevare e vendere gli organi
Trentotto fermati con l’accusa di appartenere ad una banda di trafficanti di esseri umani. La Dda di Palermo, avvalendosi delle rivelazioni di un pentito dell’organizzazione, ha accertato che i migranti impossibilitati a pagare il viaggio venivano venduti a un gruppo di egiziani che li uccideva e ne vendeva gli organi. Il centro finanziario della banda era a Roma. Individuato il canale finanziario della rete criminale che gestisce il traffico di persone e la gestione dei profughi dall’Africa alla Sicilia.
Chi non aveva i soldi per affrontare il viaggio in barca per l’Italia “veniva ucciso, gli venivano prelevati gli organi che poi venivano venduti ad alcuni mercanti d’organi egiziani”. E’ l’agghiacciante retroscena che emerge dall’operazione ‘Glauco 3’ della Polizia di Stato, che all’alba ha portato al fermo di 38 persone, emesso dalla Procura di Palermo. A raccontare i particolari di questo presunto traffico di organi è un collaboratore di giustizia che già nell’operazione ‘Glauco 2’, che aveva portato all’arresto di 24 persone, aveva aiutato i magistrati di Palermo a fare luce su un traffico di esseri umani. Nuredin Wehabrebi Atta, 32 anni, il pentito, è un trafficante eritreo arrestato nel 2015. Subito dopo l’arresto ha deciso di vuotare il sacco e di raccontare il funzionamento del traffico di esseri umani. L’indagine è coordinata dal Procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Annamaria Picozzi.
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Francesca Pisciotta

Femminista nell’anima, mi nutro di buon cibo, tecnologia e serieTV. Non sto mai zitta, per questo ho deciso di fare Radio, solo così le mie parole potranno volare libere nell’etere. Sogno spesso di poter raggiungere un’altra me in un altro universo parallelo dove magari le cose mi vadano un po’ meglio. Purtroppo così non è quindi mi faccio un’altra birra e vado a dormire che s’è fatta na certa!