Sanremo2017, 3° Serata

Vittoria meritatissima di Ermal Meta, nella gara dei big con le cover. La sua versione di un classico di Modugno, Amara terra mia, ha forse un po’ del suo stesso passato di dolore e migrazione. Delusione, invece, per le coppie di questo Festival: Nesli & Alice Paba, Raige & Giulia Luzi non ce la fanno nel girone eliminatorio e vengono mandate a casa. Domina la serata, ancora una volta, Maria De Filippi. Mika enuncia il suo messaggio contro ogni discriminazione. Ma facciamo un passo indietro e vediamo più in dettaglio il meglio e il peggio che ci ha regalato giovedì sera il palco dell’Ariston.

La terza serata del 67esimo Festival di Sanremo comincia subito con Carlo Conti che invita sul palco le ultime quattro Nuove Proposte in gara, che si contenderanno i due posti disponibili per la finale. Il primo a rompere il ghiaccio è Maldestro con Canzone per Federica. Seguono Tommaso Pini (Cose che danno ansia), Valeria Farinacci (Insieme) e Lele (Ora mai).  Per Lele e Maldestro l’avventura prosegue. Agli altri due la delusione e un «questo applauso vi sia da stimolo».

Al rientro dalla pubblicità restiamo in ambito giovani con il Piccolo Coro dell’Antoniano, che sale per la prima volta sul palco dell’Ariston (quest’anno compie 60 anni dalla fondazione). Medley di successi della nostra infanzia e alle 9:30 in punto inizia la gara delle cover con i 16 big che accedono alla finale (6 sono in panchina in attesa di scontrarsi nel girone eliminatorio). Apre le danze Chiara con Diamante di Zucchero. Amara terra mia di Modugno ed Enrica Bonaccorti è la canzone scelta da Ermal Meta, che è nato in Albania e che forse ritrova nel testo sofferto un pezzo del suo passato. La sua interpretazione strappa un applauso dalla sala stampa dell’Ariston. L’entusiamo scema subito con Le mille bolle blu di Lodovica Comello, che è sicuramente un bel vedere (nonostante il look da starlette di Disney) più che un bel sentire. Al Bano cerca invece di andare sul sicuro e sfodera la sua voce per Pregherò. Azzecca gli acuti e in sala c’è soddisfazione più o meno diffusa.

Momento “tutti cantano Sanremo” e Conti invita sul palco l’ostetrica più vecchia d’Italia, Maria Pollacci, 92 anni e un’infinità di bambini fatti venire al mondo. Subito dopo, però, l’emozione è ancora più forte con La Orquesta Reciclados de Cateura, una orchestra di bambini e ragazzi poveri del Paraguay, che attraverso la musica (con strumenti riciclati) danno forma alla loro speranza di una vita migliore.

Si ritorna in gara con Fiorella Mannoia che interpreta Sempre e per sempre di Francesco De Gregori. Quella che all’apparenza è una canzone d’amore è in realtà un brano politico. Il tempo di applaudire e ci si ritrova davanti al Papa Francesco di Maurizio Crozza. La battuta: «La Chiesa è un po’ come i Subsonica, piena di contrasti interni». La gara riprende con Alessio Bernabe,  interpreta Un giorno credi di Edoardo Bennato. In sala stampa si rumoreggia e c’è chi scomoda la parola “oltraggio”. Tutt’altro che Un’emozione da poco quella portata sul palco da Paola Turci: l’Ariston applaude ma la sala stampa di più (N.B. Per la prima volta della canzone di Anna Oxa si capiscono tutte le parole).

Arriva il momento tanto atteso dell’ingresso di Mika, che torna dopo 10 anni a Sanremo, dove aveva presentato – suo debutto italiano – la famosa Grace Kelly. Dopo un medley e un omaggio a George Michael abbiamo l’ennesima prova che il cantante anglo-libanese è un vero showman e che le battute su una sua possibile conduzione del Festival fatte in conferenza stampa dovrebbero diventare una seria riflessione per le dirigenze Rai.

Dopo Mika che canta George Michael abbiamo Gigi D’Alessio che canta Don Baky. E si passa in apnea a Francesco Gabbani che dà la sua versione di Susanna di Celentano e riporta un po’ di brio sul palco.

Alle 23:15 l’ispettore Giuseppe Lojacono e il commissario Rocco Schiavone, alias Alessandro Gassmann e Marco Giallini, presentano Marco Masini che canta Signor Tenente di Giorgio Faletti. Applausi sia all’Ariston che in sala stampa. La serata s’allunga pericolosamente: con i concorrenti siamo solo a metà delle esibizioni. Il decimo campione in gara è Michele Zarrillo con Se tu non torni di Miguel Bosè. Ed è già volta di Elodie con Quando finisce un amore di Riccardo Cocciante. Prova non facile, ma la grinta c’è.

A questo punto appaiono due perfette sconosciute ma dal pedigree luccicante: la figlia di Alain Delon e la nipote di Jean-Paul Belmondo, Anouchka e Annabelle. Le due donzelle infilano un paio di stecche su musiche di Modugno e Cutugno .

Il ritorno sul palco è alle 23:40 con Samuel che canta Ho difeso il mio amore dei Nomadi. Lui ce la mette tutta, l’Ariston risponde, la sala stampa ancora non si è ripresa dalle “figlie di”. Ci si riprende d’un colpo con la grinta (e l’ironia nella scelta della canzone) di Sergio Sylvestre (con i Soul System): la canzone è (vorrei) La pelle nera. Strizzatina d’occhio ai fanatici del pallone con Fabrizio Moro che canta La leva calcistica della classe ’68. Lui dà tutto quello che ha e l’Ariston sembra apprezzare. A mezzanotte la battaglia di cover tra i big si conclude con Michele Bravi che canta La stagione dell’amore. In coincidenza con la chiusura del televoto arrivano sul palco Luca e Paolo. Dicono che qualcuno all’Ariston abbia riso. In sala stampa è stata l’occasione per sgranchirsi le gambe.

L’ora è tarda e far cantare Ron, il primo big a rischio eliminazione, è una crudeltà. Per il pubblico e per tutta la sala stampa. Ma la via Crucis di Sanremo ha le sue stazioni obbligatorie e viene il turno della coppia Raige e Giulia Luzi, seguita a ruota da Bianca Atzei, che regala una performance migliore della precedente. Pausa pubblicità e si torna con gli altri tre mancanti all’appello: Clementino, Giusy Ferreri (l’unica che strappa un applauso dalla sala stampa) e Nesli & Alice Paba.

Nell’attesa del risultato vengono dati i nomi dei primi tre classificati della gara delle cover: Ermal Meta, Paola Turci e Marco Masini. Il calcolo del girone eliminatorio va per le lunghe e sale sul palco la straordinaria LP con la sua Lost on You. Sbiaditi davanti a lei la maggior parte dei cantanti in gara, ci si collega con Rocco Tanica dalla sala stampa dell’Ariston. All’1:10 finalmente i risultati. Le due coppie del Festival non ce la fanno: Nesli & Alice Paba e Raige e Giulia Luzi devono lasciare definitivamente la gara. Dopo quasi 5 ore di diretta siamo ai saluti. Sipario.

 

Francesca Pisciotta

Femminista nell’anima, mi nutro di buon cibo, tecnologia e serieTV. Non sto mai zitta, per questo ho deciso di fare Radio, solo così le mie parole potranno volare libere nell’etere. Sogno spesso di poter raggiungere un’altra me in un altro universo parallelo dove magari le cose mi vadano un po’ meglio. Purtroppo così non è quindi mi faccio un’altra birra e vado a dormire che s’è fatta na certa!