Sanremo. Gran Finale. Vincitori e Vinti

Gran rimonta di Francesco Gabbani , che sera dopo sera, risale la vetta fino al numero uno con la sua Occidentali’s karma: è lui il vincitore del Sanremone di Conti e Maria. All’ultimo sorpassa Fiorella Mannoia (seconda) ed Ermal Meta (terzo). Il resto della classifica è tutto qui: quarto Michele Bravi, poi Paola Turci, Sergio Sylvestre, Fabrizio Moro, Elodie, Bianca Atzei, Samuel (decimo posto), Michele Zarrillo, Lodovica Comello, Marco Masini e Chiara. Ultimi due: Alessio Bernabei e Clementino ( a conferma che a Sanremo non è ancora l’ora del rap).

La finalissima (nonostante la lunghezza) tutto sommato scorre. Il ritorno di Zucchero al Festival, dopo ben trent’anni, è memorabile. Canta Partigiano reggiano con un’energia contagiosa. Duetta virtualmente con Pavarotti su Miserere, regalando al pubblico una delle istantanee più belle di tutto il Sanremone. L’esibizione è da brividi, emozione pura. Scatta pure la standing ovation dell’Ariston.

La copertina al Festival funziona. Crozza, in carne e ossa sul palco, dà il meglio di sé. Imita il senatore Razzi e infila una serie di strafalcioni lessicali. Prima ironizza sullo scandalo furbetti di Sanremo: «Quando ho visto quelli che timbravano il cartellino in mutande e poi andavano a casa, ho pensato “ma quello è il paradiso”». Poi il «senatore» fa l’elenco dei suoi brani preferiti, tra cui Papaveri e pecore. Il momento più bello, però, è quando (tornato Crozza) si avvicina a Maria e le dà 10 euro: «Tu non puoi lavorare gratis, è diseducativo per i bambini». Applausi, e anche tanti.

Finalmente, la prima papera di Queen Mary. Annuncia Elodie e, nel farlo, sbaglia un nome. Chiede di rifare e rifà. Ammette l’errore e ripete tutto correttamente:  perfetta anche quando rimedia alle piccolissime sbavature. Insomma, è superba in tutto quello che fa (in realtà senza fare niente di che). Divertente la gag con Geppi Cucciari. Per un paio di minuti non è più Sanremo, è «C’è posta per te» con tanto di sigletta e poltroncina. Geppi prende in giro Maraia (ovvero Maria): «Ha una malattia e vive in una televisione, e mangia sempre la stessa caramella al limone». Ma ne ha anche per Conti: «E’ un tronista per la versione di Uomini e donne Anziani». Infine la domandona alla De Filippi: «Il prossimo anno conduci Sanremo?». E lei: «Ciaone».
«Je suis patata bollente». Geppi Cucciari conclude la sua performance all’Ariston schierandosi contro il titolo sessista di Libero sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. «Giudicare una donna per quello che molti maschi vorrebbero in dono è uno sbagliato», ha detto l’attrice .

Delle clip di “in bocca al lupo” ai cantanti, con altri contanti o comunque altri vip nei panni di supporter, potevamo farne anche a meno. Nei video Bertè, Nek, Fiorello, Riccardo Fogli, Giuliano Sangiorgi (ecc..), non sembrano mai molto convinti. Tanti complimenti, tanti auguri, bravi tutti. Peccato che sia Sanremo non la sagra dell’ovvietà buonista. E poi il filmatino dal salotto di casa fa troppo youtuber della prima ora.

Montesano non fa ridere. Scende le scale da seduto e dice: «Maria…guarda che idea che ti ho dato», riferendosi alla De Filippi. Il suo monologo, un mix tra ricordi musicali e battute politiche, è troppo lungo e troppo vecchio stile. Tipo questa: «Prima si cantava di più. Nella pausa del lavoro si cantava, al ritorno del lavoro si cantava, oggi si canta a voucher a tempo determinato». Siamo nel Duemila, ma lui non sembra esserne accorto.

Il «termostato» era già stato sul palco con Paola Cortellesi, che ha inserito la parola nel suo testo, e poi da Miche Bravi eClementino, che l’hanno sussurrato a fine canzone. «Faceva caldo?». «Un po’ sì». «Perché si è rotto il termostato». «Guarda io il termostato l’ho controllato, e mi sembra tutto a posto». Protagonisti del siparietto sono Carlo Conti e Maria De Filippi, che nella serata finale del Festival hanno raccolto la sfida lanciata dai The Jackal.

I voti. Votazioni azzerate, si riparte daccapo: tutti i cantanti alla pari. Il televoto influirà per il 40%, quello della giuria demoscopica (300 normali fruitori di musica, scerlti in quanto rappresentativi della popolazione italiana) per il 30% così come per il 30% influirà il parere della Giuria degli esperti presieduta da Giorgio Moroder e formata da Linus, Andrea Morricone (direttore d’orchestra e compositore, figlio di Ennio Morricone), Rita Pavone, il regista Paolo Genovese, l’attrice Violante Placido, la conduttrice radio e tv Giorgia Surina e la youtuber Greta Menchi. Finite le esibizioni, si annunciano le tre canzoni che hanno ottenuto il voto più alto. Le votazioni, a quel punto, vengono di nuovo azzerate e le tre canzoni vengono sottoposte a una nuova votazione.

Francesca Pisciotta

Femminista nell’anima, mi nutro di buon cibo, tecnologia e serieTV. Non sto mai zitta, per questo ho deciso di fare Radio, solo così le mie parole potranno volare libere nell’etere. Sogno spesso di poter raggiungere un’altra me in un altro universo parallelo dove magari le cose mi vadano un po’ meglio. Purtroppo così non è quindi mi faccio un’altra birra e vado a dormire che s’è fatta na certa!