Sanremo 2017. Il resoconto della prima serata

SANREMO – Un viaggio nel passato con le canzoni che hanno fatto la storia del Festival, il red carpet davanti all’Ariston (registrato la sera prima), i video di backstage degli artisti in gara poi di nuovo indietro nel tempo con Mi sono innamorato di te, omaggio in bianco e nero di Tiziano Ferro a Luigi Tenco. Così comincia Sanremo 67, Carlo Conti entra su un palco che sembra l’Enterprise, Maria De Filippi in lungo nero e poche chiacchiere. Parte subito la gara, sul palco undici dei ventidue Campioni in gara. Maurizio Crozza s’affaccia con la prima delle sue “copertine” e basta un attimo: Salvini già s’indigna. Poi però arriva Ricky Martin ed è tutto un menear olè olè: in cinque minuti l’Ariston diventa una discoteca di Miami. Tra il pubblico qualcuno si muove. E ciò rassicura.

Perfettamente a proprio agio, Maria ruba la scena a Conti. Il festival è già suo ancora prima di cominciare. Niente siparietti né minuetti, è la Maria di sempre. Quella che funziona, appunto. Siede sulla scala, “ecco, mi metto qui, in un angolino, il mio posto naturale”, come fa ad Amici o Uomini e donne. Si aggiusta l’abito, “l’importante è che non sembri nuda, non vorrei rovinarmi così una carriera… Basta che non si vedono le mutande”. Ed è tutto suo il momento del racconto, quando parla degli eroi che non sono quelli che immaginano i bambini, un fascio di luce o un cavallo bianco. Gli eroi sono quelli “di tutti i giorni” e ora sono sul palco, i rappresentanti della Guardia di Finanza, della Croce rossa, del Soccorso alpino, delle Forze armate e dei Vigili del fuoco, c’è anche un labrador che ha lavorato a Amatrice. Tornano con le loro parole le tragedie recenti, il terremoto, le frazioni isolate, l’hotel Rigopiano. Si meritano una standing ovation. Parla uno degli uomini che hanno percorso quegli 8 chilometri con gli sci, i primi a vedere che cosa c’era, anzi cosa non c’era più dove prima c’era l’albergo. Si rilancia il 45500, il numero degli sms solidali “ma attenzione, non vi chiederei mai di fare una donazione se prima non avessi fatto qualcosa anch’io” dice Conti al pubblico, ennesima replica alle polemiche sul suo compenso.

Carlo, ma sei sicuro di questo festival delle larghe intese? L’ultimo toscano che ha provato a fare una cosa così ha preso una tranvata che sta ancora in prognosi riservata. Si scioglie prima il Pd che la prognosi”. La copertina di Maurizio Crozza arriva poco dopo le 22, “sono felice di essere qui. Qui a Milano, a 270 chilometri da voi. Faccio come Bob Dylan, me la tiro”. Da Crozza/Renzi a Conti un consiglio per il futuro: “Non dire che ti ritiri a vita privata. Sei il direttore artistico del festival, ti tocca restare, fare scaletta e poi farlo condurre ad Amadeus, come ho fatto io con Gentiloni, che è un po’ l’Amadeus della politica italiana…”. E Virginia Raggi: “Mi piace da morire con quel suo sorriso un po’ ingenuo, un po’ smarrita, a tratti assente, con quel suo sguardo vacuo… Che descritta così sembra scema, invece no: è sindaco”.

Era giusto cantare Luigi Tenco. Bisogna avere la faccia tosta e dopo quindici anni di carriera era giusto farlo. E l’unico modo possibile era farlo con amore. E’ stato un regalo a me stesso e, spero, a chi ama Tenco, perché non si può dimenticare”. Tiziano Ferro ha emozionato l’Ariston con Mi sono innamorato di te, ringrazia Conti perché “se non fosse stato per te non avrei avuto la possibilità  rientrato sul palco dell’Ariston, dopo l’emozionante interpretazione in apertura di Mi sono innamorato di te del cantautore morto suicida 50 anni fa a Sanremo, ringrazia Carlo Conti per aver avuto la possibilità di cantare Tenco, “se non fosse stato per te, non avrei avuto la possibilità di farlo”. Le emozioni non finiscono, Ferro torna più tardi con Potremmo ritornare e poi con il nuovo singolo dall’album Il mestiere della vita, Il conforto, insieme a Carmen Consoli.

E poi c’è la gara. La prima a esibirsi è Giusy Ferreri con Fa talmente male, seguita da Fabrizio Moro (Portami via) e Elodie (Tutta colpa mia). Poi arrivano Lodovica Comello (Il cielo non mi basta), un’applauditissima Fiorella Mannoia (Che sia benedetta), Alessio Bernabei (Nel mezzo di un applauso), Al Bano (Di rose e di spine), Samuel (Vedrai), Ron (L’ottava meraviglia), Clementino (Ragazzi fuori), Ermal Meta (Vietato morire). Si vota con il sistema misto, sala stampa e pubblico a casa col televoto, al termine arriva la classifica, i primi otto artisti ammessi direttamente alla quarta serata, gli ultimi tre partecipano invece a un “girone eliminatorio” nel corso della terza: e sono Clementino, Ron e Giusy Ferreri.

Molta felicità, molti “grazie”. Il cast del festival incontra la stampa all’indomani della prima serata ma soprattutto a due ore dall’uscita dei dati d’ascolto, il 50.4% di share, “un risultato straordinario, il dato più alto degli ultimi dodici anni” sottolinea il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto. Maria De Filippi commenta la polemica che vede al centro la giornalista Sky Diletta Leotta, criticata sul web per aver indossato un abito troppo discinto per fare da testimonial alla campagna anti cyberbullismo. “L’abito non l’ho visto, sul palco c’era Carlo e io ho fatto i fatti miei. In ogni caso: ognuno ha il diritto di vestirsi come gli pare. È come commentare che se una ha la minigonna è giusto che la violentino. Siamo tornati indietro anni luce, meglio non dare spazio a queste cose”. E nel primo pomeriggio arrivano le scuse di Caterina Balivo che ieri sera aveva fatto il Tweet alla base delle polemiche. “Ieri sera prima di andare a dormire ho postato un tweet infelice, che ha scatenato tantissime polemiche. Ho espresso un giudizio sull’atteggiamento, me ne dispiace: non sono nessuno per giudicare un atteggiamento di un’altra donna”. Lo ha detto Caterina Balivo nel corso di Detto Fatto, il programma da lei condotto su Rai2

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