Referendum: Vittoria dei No.Partiti divisi sul dopo-referendum

ROMA – Dopo la schiacciante vittoria del No, le posizioni dei partiti si dividono sul dopo-Renzi, che questo pomeriggio salirà al Quirinale per formalizzare le sue dimissioni da presidente del Consiglio.

M5s. Beppe Grillo e i suoi chiedono di andare al voto “il prima possibile” con l’Italicum e annunciano di preparare “la futura squadra di governo” e la candidatura di Luigi Di Maio. Ma il vicepresidente della Camera ha diversi avversari interni, a cominciare dagli ex compagni di direttorio Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. Tra i papabili per la corsa alla premiership pentastellata circolano anche i nomi di Alessandro Di Battista e della sindaca di Torino Chiara Appendino.

Centrodestra spaccato. Il centrodestra, invece, si divide sui tempi delle elezioni: il fronte “lepenista” composto da Lega e Fdi le vorrebbe subito, con il leader del Carroccio Matteo Salvini che rivendica il suo ruolo di “alternativa seria”. Più prudente la posizione di Forza Italia che auspica il voto dopo una nuova legge elettorale. Silvio Berlusconi so attrobuisce il merito di aver convinto i moderati a votare No e si dice “pronto a un governo di larghe intese”. Ma è il Pd che adesso ha “il diritto-dovere di formare una nuova maggioranza e un governo senza Renzi”, come ha sottolineato ieri il capogruppo dei deputati azzurri Renato Brunetta.

La rivincita della minoranza dem. Il Pd intanto si mantiene cauto e si prepara alla resa dei conti interna. Scongiurato il rischio di scissione della minoranza che si è presa la sua rivincita, non si esclude che Matteo Renzi si dimetta anche da segretario oltre che da premier. Per domani è stata convocata la direzione ed è già partita la sfida per la leadership: in campo il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, quello della Giustizia Andrea Orlando, il leader della minoranza Pd Roberto Speranza, il governatore della Toscana Enrico Rossi. Sul tappeto anche la possibilità di affidare l’interim a un reggente, fino al congresso del partito previsto per novembre 2017. Resta in piedi anche l’ipotesi di anticipare il congresso, sebbene per il bersaniano Speranza “la priorità adesso è il Paese: c’è una legge di bilancio da completare e una legge elettorare da cambiare”.