Market sociale a Bari. 200 Famiglie servite.

I pacchi arrivano direttamente dalla media e grande distribuzione. Nella lista dei benefattori – per esempio – c’è il gruppo Megamark, Metro e il Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Caracciolo. Le aziende hanno perfino donato scaffali, carrelli e la cassa per allestire il supermercato sociale. “Se in una cassetta si rompe il tappo di una bottiglia, quella partita non può più finire in negozio – semplifica Macina – E invece noi la ripuliamo e dimostriamo che aiutare la gente è la più efficace lotta agli sprechi”

“Il meccanismo è molto diverso dalla mensa dei poveri o dai pacchi famiglia che ci danno le parrocchie – racconta Teresa, 50 anni e 55 punti conquistati – È tutto più discreto, e poi qui possiamo trovare detersivi per la casa o per i vestiti, prosciutto crudo, biscotti di marca e bevande come la Coca-Cola, che difficilmente potremmo permetterci per i nostri figli”. Zero fondi pubblici e una rete portentosa di volontari: 33 soci iscritti, una quindicina di estemporanei, ragazzi migranti del progetto Sprar e persone in prova per risolvere i problemi con la giustizia in maniera alternativa. La forza dell’associazione Incontra, che da dieci anni distribuisce i pasti in stazione per i senza fissa dimora, è tutta nel capitale umano e nella ricchezza delle relazioni. Il quartier generale di Incontra è ormai diventato la vecchia scuola Azzarita, salvata dai vandali e dal degrado, nascosta tra le case popolari del quartiere San Paolo.

“Ottenuti in affidamento alcuni locali dal Comune di Bari, abbiamo deciso di avviare il servizio di supermercato sociale”, ricorda il presidente Gianni Macina, mentre sistema la merce nell’enorme deposito al primo piano. Al piano terra Raffaele e Alberto compilano le schede degli utenti e controllano la lista d’attesa. “Seguiamo 239 famiglie, ma ce ne sono già 80 pronte a entrare nei nostri elenchi – fa i conti Raffaele Zurlo, di giorno impiegato dell’Agenzia dell’entrate e di sera volontario nel mercato solidale – Attualmente vengono a fare la spesa un migliaio di persone, ma abbiamo imposto la regola della rotazione annuale proprio per aiutare quanta più gente possibile, e per evitare che qualcuno si adagi sul nostro aiuto”.

Le famiglie sono segnalate dai servizi sociali o si rivolgono direttamente all’associazione, mostrando stato di famiglia e certificazione Isee con reddito inferiore a 3mila euro. Una coppia con nove figli ha incassato il tetto massimo di 100 punti. Devono invece accontentarsi del minimo di 35 punti, le persone sole e senza figli. “L’olio vale sette punti e si può prendere una sola volta al mese, così ce n’è per tutti – si affrettano con le buste Anna e Angela, due sorelle under 30 – Il detersivo vale tre, zucchero e latte uno, pasta due”. Con la mamma disoccupata, ogni mese completano 45 punti. “Cerchiamo di consumarli poco per volta – assicurano le ragazze – Dopo la spesa ci spostiamo nella stanza della frutta e della verdura, dove troviamo anche prodotti più rari e costosi, come i funghi o l’ananas”.