Il Ministero della Salute lancia la campagna “FertilityDay” per il prossimo 22 Settembre ed è subito bufera

Dopo anni passati a definire i concetti sulla femminilità, proprietà degli organi riproduttivi ( il vecchio “L’utero è mio e lo gestisco io”), il “Fertility Day” viene visto come una beffa a questa vita precaria da ogni punto di vista.

“Il primo fertility day – si legge – si celebra il 22 settembre 2016 per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione. La sua Istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese. La bellezza della maternità e paternità. Il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori. L’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini”. “L’evento – continua – coinvolgerà tutti i Comuni Italiani attraverso l’Anci, e tutti gli attori e gli stakeholder in numerose iniziative di sensibilizzazione e approfondimento: giovani, famiglie, medici, farmacisti, ordini professionali, associazioni e società scientifiche”.

L’intento, per ora, sembra però non aver raggiunto gli obiettivi sperati. I social hanno già bocciato la campagna senza appello: sono già tantissimi i commenti che se la prendono con l’hashtag #fertilityday e il ministro Lorenzin. Nel corso della giornata si sono rincorsi i commenti e le reazioni, vip e non solo. Il sito www.fertilityday2016.it è stato per ore irraggiungibile; nel tardo pomeriggio è stato chiuso. Sulla homepage compare solo un logo, spariti tutti i contenuti.

“La campagna sulla fertilità l’ho trovata offensiva. Io credo che innanzi tutto c’è un tema che si chiama libertà delle persone. La gente deve avere la libertà di scegliere”, ha detto il segretario nazionale della Cgil Susanna Camusso, oggi a Catania.

“Sono meravigliata, perché l’obiettivo del nostro lavoro di esperti a supporto del ministero e di questo ministro, che per primo si è interessato al tema della fertilità e a tutto questo universo poco noto, era quello di fare conoscere la struttura del corpo degli uomini e delle donne e il suo funzionamento dal punto di vista riproduttivo, dando strumenti semplici, accessibili, divulgativi a tutti per fare scelte consapevoli”, ribatte Eleonora Porcu, presidente del tavolo consultivo sulla fertilità del ministero della Salute e direttrice del centro di Infertilità del policlinico Sant’Orsola-Università di Bologna.

E ginecologi, endocrinologi e andrologi si schierano in difesa del Fertility Day: “Ragazzi pensateci per tempo alla vostra fertilità!! Le ragazze lo fanno già!! Voi lo scoprite a 49 anni quando è già tardi! #fertilityday“, scrive il noto andrologo Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Padova. “Gli andrologi italiani plaudono alla iniziativa che mette in evidenza i fattori di rischio per la fertilità”.