FIGC PUGLIA, ROBERTA MIRANDA: “GIRLS FOOTBALL DAY E’ UN’INZIATIVA PUGLIESE. OGGI E MARTEDI’ BITETTO OSPITERA’ LA NAZIONALE UNDER17 FEMMINILE”

Il calcio non è uno sport solo per gli uomini. Il calcio è uno sport anche per le donne. Bisogna dire basta ai pregiudizi e seguire passione e cuore. Si possono raggiungere traguardi importanti per ottenere ciò che più si desidera dalla vita. Lavoro, determinazione e sacrificio: sono queste le caratteristiche principali che contraddistinguono un soggetto dall’altro.

 

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Roberta Miranda, Delegato Regionale Femminile e Tecnico Rappresentativa Regionale Puglia Under15 Femminile, è un punto di riferimento soprattutto per molte ragazze che vorrebbero intraprendere il percorso calcistico: “Io sono un esempio perché ho giocato per 15 anni, sono stata fuori. Ho avuto la possibilità e la fortuna di competere nel massimo nazionale, quindi la serie A. Ho partecipato alla Coppa UEFA, alla Coppa Italia e una serie di competizioni”.

Molte ragazze paradossalmente hanno più possibilità di quelle che, invece, hanno i ragazzi e Roberta ci spiega il motivo: “Il femminile ha un solo settore che è quello dilettantistico. Quindi, mentre il maschietto che gioca nella squadra di calcio dilettantistica ha un competitor nel settore professionistico, la ragazzina non lo ha perché sono poche e il settore è unico”.

In Italia ci sono poche calciatrici, poche squadre, pochi investimenti e nessun campionato professionistico, ma qualcosa sta cambiando: “E’ stato avviato un progetto molto interessante – dichiara il Delegato Regionale Femminile- per cui le squadre di A e di B sono obbligate ad avere un settore giovanile femminile, però ad oggi non c’è differenza tra chi fa il settore giovanile con una squadre maschile o femminile dilettantistica e chi con una società professionistica”.

Dal 2 febbraio è partito il “Girls Football Day”, il Progetto di sviluppo calcio femminile che Roberta Miranda ha voluto fortemente e confermato dal Coordinatore Regionale del Settore Giovanile e Scolastico, Antonio Quarto: “ ‘Girl’s football day’ è un progetto che il Prof. e Coordinatore Regionale Antonio Quarto mi ha permesso di realizzare ed è  un’iniziativa solo pugliese. È una nostra idea. Organizziamo raduni in una singola provincia per andare incontro alle famiglie e alle società che lavorano sul territorio e hanno delle bambine tesserate. Sono giornate di gioco, di condivisione e di divertimento per tutte le bambine di ogni provincia – prosegue Roberta – Il tour è partito da Foggia, poi Taranto e Brindisi; a marzo finirò con le altre province. Poi a fine marzo avremo per ogni provincia un altro raduno per la fascia più piccola, per cui da qui a fino a giugno daremo alle bambine la possibilità di giocare”.

nazionale under17 femminileBitetto diventa “Città Azzurra”: la Nazionale Under 17 Femminile sfiderà la Repubblica Ceca sul campo comunale “Antonucci” per una doppia amichevole in programma domenica alle 15 e martedì alle 11. Vetrina importante non solo per il calcio femminile italiano ma anche per la Regione Puglia. Il tecnico federale a tal proposito sottolinea che “Esistono delle nazionali italiane femminili e non sono poche perché abbiamo l’Under16, l’Under17, l’Under19, l’Under23 e la maggiore – aggiunge – Roberta Aprile, portiere della Pink Bari, è una giovane promossa arrivata quest’anno e ha conquistato fiducia e il posto, è titolare in squadra e da qualche raduno è convocata con la Nazionale”.

Alla domanda “Che cosa cambiereste?” Roberta risponde: “Non cambierei, aggiungere qualcosa: andrei a lavorare sulle fasce più piccole, inizierei prima e amplierei il settore scolastico perché la Federazione ha anche un’attività scolastica che è partita da pochissimo”.

Che cosa si aspetta dalle istituzioni per la crescita di questo sport?

“Innanzitutto a livello internazionale vogliono lo sviluppo del calcio femminile per cui le istituzioni devono lavorare su questo. Noi siamo indietro ma già con la riforma che riguarda le società di A e B, io sono convinta che tra tre o quattro anni noi avremo già il campionato primavera di settore professionistico e questo secondo me è già tantissimo”.

“Insegnare il gioco del calcio ad una bambina piccola è semplice – dichiara Roberta – Il problema è quando iniziano tardi perché purtroppo spesso le bambine iniziano verso i 12-13 anni e si perde ‘il periodo della parte sensibile’, cioè il periodo che va dagli 8 ai 10 anni è la parte migliore per apprendere dal punto di vista motorio. Per cui chi inizia tardi ha perso una fase importante”.

Il mister spiega inoltre che “Le famiglie che volessero portare le proprie figlie a giocare a calcio possono contattare le società maschili oppure le società femminili come la Pink Bari che ha circa 70 tesserate, è una delle realtà più importanti in Puglia, oppure consultate il sito della Federazione. La bambina cresce molto meglio se gioca in un gruppo di maschietti perché c’è una competizione e un agonismo differente. Se, invece, la bambina sente di non condividere i momenti e altre passioni è preferibile farla giocare”.

In conclusione, quale è il consiglio che dareste alle ragazze?

“Io consiglio il gioco di strada, maschietti e femminucce e consiglio di crescere e vivere in una società maschile almeno fino ai 12 anni”.

 

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