Disastro ferroviario in Puglia. Approfondimento.

Il bilancio dei morti è salito a 27, molti sono i feriti recuperati nella nottata, tra cui un bimbo di 6 anni trasportato in elicottero fino al più vicino ospedale. Tante ancora le persone in stato di shock.
La causa dell’incidente in Puglia sarebbe stata la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria, in quella tratta viene ancora usato il cosiddetto ‘blocco telefonico‘, cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. E’ questa l’ipotesi che fa Stefania Gnesi, ricercatrice dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr). La comunicazione via telefono del via libera, tra la centrale di controllo e il macchinista è usata solo nel 2% delle linee ferroviarie del paese, il 98% è invece controllato da sistemi automatici più o meno raffinati, con livelli più o meno accurati a seconda della linea. Secondo la ricercatrice i sistemi automatici sono più sicuri “perché funzionano a blocchi”.”Ci sono sensori su tutta la linea ferroviaria – spiega – che segnalano blocco per blocco se la linea e’ occupata. Man mano che il treno avanza si bloccano gli altri treni, c’è come una distanza di sicurezza. Se per caso un treno sfora, viene mandato il blocco automatico, che può essere il classico semaforo rosso oppure l’interruzione della linea elettrica sul treno, che quindi si ferma”.
l procuratore facente funzioni di Trani, Francesco Giannella, costituirà oggi un pool di magistrati che coordinerà le indagini sul disastro ferroviario avvenuto ieri tra Corato ed Andria. Giannella terrà alle 11, in Procura, una riunione operativa alla quale parteciperanno le Forze di polizia e i magistrati del suo ufficio. Durante la riunione saranno prese decisioni sulla costituzione del pool investigativo e potrebbero già essere iscritti i primi nomi nel registro degli indagati. Intanto, si è appreso che erano due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno di questi due convogli viaggiava con qualche minuto di ritardo: questa circostanza potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione. L’indagine della Procura di Trani dovrà anche accertare l’adeguatezza del sistema di controllo rispetto alle norme in vigore, e i tempi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico.
L’ampliamento della linea è stato previsto nel 2008, come parte di un “grande progetto” reso possibile dallo stanziamento dei fondi europei. Il “grande progetto” dell’azienda che controlla le Ferrovie del Nord Barese nasce dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale pugliese del Programma Operativo FESR 2007-2013 (i fondi europei di sviluppo regionale destinati a sanare i divari economici tra le varie regioni del vecchio continente). Il finanziamento è di 180 milioni ed è destinato all’interramento della ferrovia ad Andria, alla realizzazione di parcheggi di scambio intermodali in prossimità di 11 stazioni/fermate ferroviarie, all’eliminazione di 13 passaggi a livello, all’interconnessione con la Rete Ferroviaria Italiana nelle stazioni di Bari centrale e Barletta, ma soprattutto al raddoppio per 13 km del binario sulla tratta Corato-Barletta.
Appello alla solidarietà corre sui social network e diventa una gara a donare il sangue. Tutti in coda al Policlinico di Bari per manifestare con un gesto concreto la vicinanza ai feriti nel disastro ferroviario fra Andria e Corato. Decine di persone in fila, tanto da costringere l’ospedale a distribuire i numeri per l’ordine di arrivo. Tantissimi gli studenti di Medicina.A Bari, nell’Istituto di Medicina Legale, sono iniziate le procedure per il riconoscimento delle vittime del disastro ferroviario di Andria. Sono stati allestiti i primi punti di assistenza per i familiari delle persone morte nell’incidente, chiamate al riconoscimento legale delle salme. Tensione tra i familiari e il personale che sta gestendo l’afflusso all’edificio: è stato autorizzato infatti l’ingresso di soli due congiunti.  “Vergogna!” hanno urlato in molti, “abbiamo i nostri morti là dentro”. “Ci sono molti giovani tra le vittime – racconta ai giornalisti Maria Storelli del gruppo di psicologi che opera sul posto – Noi proviamo a immedesimarci nello stato d’animo di queste persone che stanno ancora cercando di capire se i loro cari sono morti. Poi bisogna essere pronti nel momento in cui le loro flebili speranze impatteranno, speriamo di no, con il momento del riconoscimento. Ma non fatemi dire altro, anche per noi non è facile.”
ferrotramvia_835

Francesca Pisciotta

Femminista nell’anima, mi nutro di buon cibo, tecnologia e serieTV. Non sto mai zitta, per questo ho deciso di fare Radio, solo così le mie parole potranno volare libere nell’etere. Sogno spesso di poter raggiungere un’altra me in un altro universo parallelo dove magari le cose mi vadano un po’ meglio. Purtroppo così non è quindi mi faccio un’altra birra e vado a dormire che s’è fatta na certa!