Burkini Vietato in Francia

È cominciato in sordina a Marsiglia, nei primi giorni di agosto, con il pubblico veto a una festa privata in un centro acquatico, dove era d’obbligo il costume intero, coordinato da un pareo o da un paio di pantaloni corti. È proseguito qualche giorno dopo a Cannes, dove il sindaco, David Liznard (del partito conservatore Les Républicains) ha emesso un’ordinanza apparentemente generica che vietava l’ingresso alle spiagge comunali «a chiunque non avesse una tenuta corretta, rispettosa dei buoni costumi»: cinquant’anni fa sarebbe stato usato più o meno lo stesso linguaggio per allontanare i primi, scandalosi monokini. Ma, anche se non era mai citato espressamente, l’obiettivo è invece il burkini: il costume tutto d’un pezzo, che copre le gambe, le braccia e va solitamente abbinato anche al velo.

Nell’ordinanza, firmata lo scorso 28 luglio ma finita sulle pagine dei principali quotidiani francesi solo dopo essere stata resa nota dal giornale Nice Matin, si legge che ”è vietato l’accesso alle spiagge e ai bagni alle persone che non hanno una tenuta corretta, rispettosa del buon costume e della laicità, che rispetti le regole d’igiene e di sicurezza dei bagnanti nel dominio pubblico marittimo. Indossare abiti durante il bagno ha una connotazione contraria a questi principi – prosegue – ed è altrettanto vietato”. E ancora: ”Una tenuta da spiaggia che ostenta un’appartenenza religiosa, in un momento in cui la Francia e i luoghi di culto sono attualmente al centro di attacchi terroristici, rischia di creare problemi di ordine pubblico che è necessario prevenire”.

Nel 2014 la Francia aveva già vissuto un precedente legato all’utilizzo del burkini in spiaggia quando il comune di  Wissous, nel dipartimento di Essonne, aveva emesso un regolamento che vietava ai bagnanti della struttura allestita a bordo fiume di indossare dei simboli religiosi. Il “Collettivo contro l’islamofobia in Francia” era riuscito allora a far sospendere il divieto grazie alla denuncia di due donne velate che erano state allontanate dalla spiaggia.

Nel 2010 la Francia è stato il primo Paese in Europa a imporre il divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici e nel 2014 la Corte europea dei diritti umani aveva stabilito che la discussa legge francese non violava il diritto alla libertà di religione nè quello al rispetto della vita privata. Il testo non menziona esplicitamente il velo integrale, ma parla di “dissimulazione del volto nei luoghi pubblici”.