BARI, SFRUTTAMENTO E PROSTITUZIONE MINORILE AL SAN NICOLA. COORDINATORE PROVINCIALE GIOVANI ALTERNATIVA POPOLARE BARI, ROBERTO CARDINALE: “OCCOREVANO LE IENE PER FAR INTERVENIRE LE FORZE MILITARI?” Sabato 25 fiaccolata #stopallapedofilia

Il diritto di vivere comincia dal diritto all’infanzia: i bambini hanno il diritto di essere piccoli. Questo significa che essi devono essere protetti e tutelati in modo particolare, proprio perché sono i più deboli e indifesi. Per loro, il diritto di vivere significa il diritto ad avere un’infanzia serena, a essere amati e curati da una famiglia, a frequentare la scuola, ad avere un’assistenza medica, a sviluppare tutte le loro potenzialità e capacità.

Oggi i bambini i cui diritti, vengono violati e calpestati ingiustamente sono tantissimi in tutto il mondo. In particolare, nel nostro paese si registra l’incremento di due fenomeni che violano questi diritti: lo sfruttamento e la prostituzione minorile. Ma come è possibile che avvenga tutto ciò? Eppure le città e le cosiddette “periferie” in cui noi viviamo non dovrebbero essere emarginate dal contesto sociale e civico. Invece siamo costretti ancora oggi ad assistere con i nostri occhi a spiacevoli episodi come quello mostrato dal programma televisivo “Le Iene” presso lo Stadio San Nicola di Bari: bambini in cerca di “denaro” che si prostituiscono magari per soddisfare le richieste dei loro genitori che vivono in condizioni di estrema povertà. Bambini che diventano così piccoli schiavi “invisibili”. Una triste realtà che deve far riflettere noi cittadini e le istituzioni, le quali dovrebbero porsi delle domande e rispondere con i fatti per contrastare definitivamente questi fenomeni.

“La situazione rom è stata affrontata più volte negli anni nella nostra città, in quanto avevamo a pochi passi dal centro urbano, campi di ‘loro proprietà’ in cui le situazioni igienico-sanitarie e non solo, erano al limite della vivibilità; probabilmente – si chiede il Coordinatore Provinciale Giovani Alternativa Popolare Bari, Roberto Cardinale – i minori che notavamo ai semafori o lungo le arterie di uscita dalla città, erano vittima di simili episodi evidenziati nel filmato mostrato in tv? Se così fosse, chi ha provveduto ad accompagnare il o i minore/i in questione in quella zona? – incalza il referente locale – Occorrevano i giornalisti de ‘Le Iene’ per far sì che intervenissero le forze militari in quella zona da sempre frequentata da molti per un momento di tranquillità intima?

L’aspetto sconcertante di quel filmato è che gli adulti, scusate per l’espressione ma ritengo sottolinearla, ‘sporcaccioni’, che si rivolgono ad un pubblico minorile per avere i loro momenti di euforia sessuale, rappresentano un contesto sociale al di fuori dalla normalità e mi auguro che sia in una fascia molto inferiore rispetto al contesto in cui molte persone sono abituate a vivere. Abusare sessualmente di minori è un reato (c.p. legge n.38/2006)! Eppure i progetti sull’integrazione da parte dei rom sono stati finanziati dalla Comunità Europea, forse in maniera inferiore rispetto alla richiesta sul territorio? – conclude il Coordinatore”.

Per dire #stopallapedofilia sabato 25 marzo a Bari nei pressi dello Stadio San Nicola si terrà una fiaccolata di sensibilazzione promossa dal comitato provinciale Unicef Bari e dall’associazione di volontariato Seconda Mamma. Il corteo partirà alle 18:30 dal campo dell’antistadio e per partecipare bisogna vestirsi di nero e portare una candela.